Scuderia Cameron Glickenhaus: la nuova SCG003C

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Oh, beh con Jim quando si parla di automobili è sempre una scelta di cuore e di pancia!

E’ con questa affermazione, detta all’unisono dall’Ingegnere Paolo Garella e da Cecilia Destefanis, che inizia per noi una giornata incredibile. Presso l’atelier GranStudio di Torino incontriamo il team di progettazione della nuova creatura di James (Jim per gli amici) Glickenhaus, la famosa e chiacchierata SCG 003C. Molto ormai si è detto e scritto, noi di Track|FEVER però vi racconteremo com’è stata sviluppata, coinvolgendo le persone che ogni giorno lavorano sodo per arrivare pronte al primo appuntamento di un’agenda bella fitta. Il Salone di Ginevra non è così lontano, 5-15 Marzo e le cose da fare sono davvero tante!

Ferrari-P4-5-by-Pininfarina James Glickenhaus

James Glickenhaus è diventato l’idolo di tantissimi petrolhead grazie alla Ferrari P4/5, one-off realizzata da Pininfarina su base Ferrari Enzo. Disegnata per mano di Jason Castriota ed esposta per la prima volta al Concorso di Eleganza di Pebble Beach nel 2006, la P4/5 era un omaggio alla Ferrari 330 P3/4. Vettura, neanche a dirlo, che non solo ha conquistato il cuore del collezionista statunitense ma anche il suo garage. Apriamo una piccola parentesi a favore della 330 perché l’esemplare acquistato e riportato all’antico splendore da James è il #0846, ovvero la prima 330 P3 a scendere in pista! Nel 1966 la Ferrari doveva difendere il titolo conquistato nel Mondiale Marche l’anno precedente con la 330 P2. A causa dei dissidi tra gli operai e la dirigenza, la Casa di Maranello accusò gravi ritardi nella costruzione degli esemplari da schierare per l’avvio di stagione. Ritardi così gravosi che costarono addirittura la partecipazione alla 24 Ore di Daytona, gara inaugurale del Campionato. Per la gara successiva, la 12 Ore di Sebring, solo un esemplare era pronto… proprio la 330 P3 con numero di telaio 0846. Il destino però non era affatto benevolo con la P3 che si ritirò per la rottura del cambio sia alla 12 Ore di Sebring che alla 24 Ore di Le Mans. Nel 1967 il telaio venne aggiornato per ospitare la meccanica e la carrozzeria della P4 e conquistò al debutto la 24 Ore di Daytona con Lorenzo Baldini e Chris Amon. Riparata dopo un brutto incidente alla Targa Florio, andò distrutta nel corso della 24 Ore di Le Mans. Un incendio causato dalle scintille prodotte dalla sospensione che sfregava contro l’asfalto, a seguito di una foratura, ha posto fine alla carriera sportiva della bella quanto sfortunata 330 P3/4 #0846.

Ferrari 330 P3 4 telaio 0846

E’ durante la realizzazione della P4/5, talmente ben fatta da guadagnarsi il riconoscimento ufficiale della Ferrari, che James conosce l’Ing. Paolo Garella e il suo Staff. Responsabile dei Progetti Speciali Pininfarina, Garella riesce a sviluppare un autentico gioiello. Nonostante la stretta parentela con la Enzo, è riuscito a trovare la giusta armonia tra le forme volutamente retrò, la godereccia necessità di creare un’auto sfruttabile ogni giorno senza sacrificare le performance,  che dovevano essere di prim’ordine.  E ci è riuscito così bene che la P4/5 si è dimostrata più performante della vettura da cui deriva nonostante fosse meno esasperata.

Ferrari P4 5 & P4 5 Competizione James Glickenhaus

Per molti appassionati la P4/5 poteva sembrare un modello fine a se stesso, un costoso capriccio da esibire nelle occasioni mondane. Niente di più sbagliato. Il target a cui James mirava, e mira, è ben altro. Trasformare la P4/5 in una vera e propria automobile da corsa. Nasce così la P4/5 Competizione che nel biennio 2011-2012 corre al Nurburgring. Utilizzando la meccanica della F430 GT2, nel 2011 taglia il traguardo della 24 ore in 39esima posizione assoluta e seconda di classe E1-XP2, categoria riservata ai prototipi. Nell’edizione 2012 invece è il trionfo. Con un nuovo cuore ibrido e una veste aerodinamica migliorata, la classifica finale vede la conquista del 12esimo posto assoluto e vittoria nella categoria riservata ai mezzi ibridi. La sfida maggiore era battere l’ufficiale 911 Gt3 Rs Hybrid. Duello che vincerà a mani basse. Alla luce dei successi conseguiti e delle battaglie disputate, possiamo dire che lo spirito originario della P3/4 è presente anche nella P4/5 Competizione. La prima avventura al Ring è contraddistinta da una foratura e un incidente con un’altra auto, che hanno fatto piombare la P4/5 fino alla 100esima posizione e obbligato Capellari, Giovanardi, Larini e Salo ad un lungo inseguimento per recuperare il terreno perso. Mentre un principio d’incendio, durante il rifornimento ai box a poche ore dal termine, ha tenuto tutti quanti in suspance nell’edizione 2012, che vedeva riconfermati Giovanardi e Larini (autore di uno stint di gara in notturna con un rullino di marcia incredibile) e il giovane Manuel Lauck, collaudatore Porsche cresciuto tra i cordoli dell’Eifel.

Scuderia Cameron Glickenhaus SCG 003C 1

E ora? Beh ora siamo qui, in una piovosa mattinata d’agosto a chiacchierare con l’ing Garella, che ci mostra in anteprima i render di come sarà la nuova SCG 003C con negli occhi l’emozione di chi ama quello che fa. A spalleggiarlo in questo incontro abbiamo  Cecilia Destefanis, responsabile Marketing e Comunicazione della Scuderia Cameron Glickenhaus, che ci ha supportato e sopportato nei giorni antecedenti l’incontro.

Scuderia Cameron Glickenhaus SCG 003C 5

L’SCG003C è un’opera d’arte. E’ riuscita a zittire un chiacchierone come me, solo con un modello 3D. Chissà cosa sarà capace di fare una volta vista dal vivo. Quel che è certo, è che le aspettative, da parte di tutti, sono davvero alte. La P4/5 Competizione ha fissato un traguardo bello tosto e adesso bisogna necessariamente superarlo. La vettura è stata progettata con lo spirito di un tempo, secondo le linee guida tracciate da James. Regolamento del Campionato VLN alla mano, ogni singolo sforzo è stato orientato verso la performance pura. Proprio come avveniva una volta, a fare l’auto saranno le competizioni, non il contrario. Pensiamo all’Alfa Romeo 33 Stradale, la Delta S4 o la Peugeot 205 T16, giusto per citare le prime che ci vengono in mente. E immaginate cosa si può ottenere oggi, con le moderne tecnologie e tutto il know-how acquisito nella costruzione dei telai, della ciclistica, dell’aerodinamica fino ad arrivare alla tecnologia ibrida.

Scuderia Cameron Glickenhaus SCG 003C 3

La vecchia, oddio ci prende male a chiamarla così, P4/5 Competizione nasceva dalla P4/5 stradale, auto come già scritto proveniente dalla Ferrari Enzo. Basta questa veloce analisi per comprendere quanti compromessi lo Staff SCG ha dovuto affrontare. La SCG 003C era un foglio bianco fino a qualche mese fa! Gli organizzatori della VLN stanno seguendo con grande attenzione ogni sviluppo di quest’auto. Consci del potenziale del Team, del ritorno di immagine che può scatenare un prototipo di questo tipo e, soprattutto, della portata di questa impresa.

Una volta stabilite le caratteristiche della macchina e i punti fondamentali del progetto, è arrivato il momento di preoccuparsi del telaio. Ci siamo guardati in giro, abbiamo cercato di capire se c’era qualcosa che poteva tornarci utile. Poi però ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso che il telaio dovevamo farcelo noi. Siamo ormai un piccolo Costruttore, le sfide non ci spaventano. E non vogliamo utilizzare nulla che non sia nostro.

Complici anche i render già rilasciati, sappiamo che lo chassis è interamente realizzato in fibra di carbonio. Il layout lascia immaginare di ritrovarsi sotto il naso un prototipo da Le Mans, una LMP1 che potremmo, con un bel po’ di fortuna, incrociare al semaforo piuttosto che una GT, come la P4/5 Competizione. Ogni componente della vettura è stato progettato appositamente per la SCG 003C, non troveremo mai un’altra automobile con parti in comune con questa. Scusate, LEI. Discutendo di linee e forme, Paolo Garella ad un certo punto si è fermato un attimo, ha guardato nello schermo l’immagine di ¾ della sua bambina e scrollando le spalle a mo’ di resa si è lasciato sfuggire

Ogni volta che la guardo mi piace sempre di più. Di solito quando progetti una macchina, ci fai l’abitudine a guardala, diventa normale. Quest’auto è fatta col cuore ma c’è tanto impegno dietro che è difficile da spiegare in poche parole. Quest’auto farà bene, ci darà grosse soddisfazioni

Per noi di Track|FEVER il premio speciale Miss 4 Ruote 2015 è suo. E con quello che abbiamo visto… mmm… al Ring la concorrenza è meglio che si dia una bella sveglia! A proposito di cuore, il motore utilizzato è un 3,5 litri, 6 cilindri con disposizione a V e due turbocompressori. A breve verrà rilasciata una nuova press release, quindi non anticipiamo nulla, se non che il propulsore porta la firma Scuderia Cameron Glikenhaus. Niente loghi strani di altri competitors insomma, si fa tutto in casa.

Scuderia Cameron Glickenhaus SCG 003C 6

Abbiamo incontrato anche Lowie Vermeersch, liberatosi da una riunione, che con fare entusiasta ci mette subito a nostro agio. Lowie è il protagonista chiave degli occhi a cuoricino di Paolo Garella. Con il suo atelier GranStudio si è occupato di dare forma e sostanza alle idee di Garella. Il design della 003C è opera sua.

Siamo un piccolo Team con una possibilità unica. Per noi designer è fantastico. Ci chiudiamo in questo studio tutto il giorno, fino a tardi se serve, pur di ottenere il massimo. Avere carta bianca e progettare una macchina da corsa, che verrà usata anche su strada ha dell’incredibile. 10 anni fa un progetto del genere non avrebbe mai potuto esistere. Inoltre occorreva un Team molto più grande, con tante teste da mettere d’accordo. Noi invece siamo una famiglia.

Lowie è un talentuoso designer cresciuto professionalmente a Torino, ex Chief Designer Pininfarnia. Il suo marchio di fabbrica è la capacità di disegnare superfici molto pulite ed armoniose, lasciando a pochi dettagli il compito di stupire l’osservatore e caratterizzare l’insieme. I suoi cavalli di battaglia sono sicuramente la Pininfarina Birdcage e la Duettottanta Alfa Romeo. Pardon, erano. Adesso c’è la 003C! La rivista Car Magazine lo ha inserito nei primi 25 designer al Mondo per capacità e influenza di stile.

E’ incredibile, per la prima volta, trovare un equilibrio tra design, vincoli strutturali e performance aerodinamica. Quando sono stato coinvolto nella realizzazione di questa macchina, mi ero già fatto un’idea di come farla, se chiudevo gli occhi potevo vederla. Una volta mostrato a Paolo cosa avevo in mente, ci siamo accorti che era esattamente come doveva essere!

Insomma, tutto bello, tutto fantastico? No! Assolutamente no. Il design della macchina, la cellula di sicurezza e il rollcage hanno limitato di molto l’abitabilità di bordo. Un pilota che supera i 180cm deve zipparsi in un ambiente assai ristretto. Può sembrare un paradosso ma Lowie, di fatto, ha disegnato una macchina che non può guidare; alto com’è. E questa è una doccia fredda anche per noi, perché speravamo in un test drive, ma con i nostri 2 metri possiamo al massimo puntare ad una pulita al parabrezza. E pensare che io mi ero anche messo a dieta… La line-up dei piloti che avranno la fortuna di correre per la Scuderia Cameron Glickenhaus non è ancora stata formata. Di certo troveremo il tedesco Manuel Lauck, che già ha pilotato la P4/5 Competizione nel 2012 e che ha instaurato con la squadra un ottimo rapporto. Di lui Paolo afferma

Abbiamo ingaggiato Manuel Lauck, che ci darà una mano nello sviluppo della macchina. Manuel ha già corso con noi ed è proprio il tipo di pilota che mi piace. E’ stato collaudatore, anche io l’ho fatto per 5 anni, e riesce sempre a dare indicazioni preziose per migliore il setup della macchina. In più non ha la smania di fare il tempone, non corre col coltello tra i denti. In una gara di durata, specie al Ring, è più redditivo un passo veloce e costante piuttosto che cercare il tempone e poi sacrificare il resto del turno perché si sono strapazzate troppo le gomme. In gara serve avere il rispetto del mezzo, correndo vicino al suo limite senza oltrepassarlo. 24 ore di gara sono lunghe, non è una prova sprint.

 Scuderia Cameron Glickenhaus SCG 003C 7

 

Tra un aneddoto e una chiacchiarata il tempo è volato. Torneremo preso a parlare della SCG 003C e far visita ai nostri nuovi amici. Paolo Garella ha accolto con entusiasmo la nostra richiesta di poter seguire da vicino la gestazione della vettura che ormai contiamo i giorni che ci separano alla prossima visita. Povero, non sa che razza di rompiscatole si è messo in casa!

 

L’uomo attribuisce la bellezza alle cose che ammira

Lowie Vermeersch

 

 

 

Un sincero grazie a tutto lo Staff per averci accolto a braccia aperte e aver condiviso con noi il sogno che stanno vivendo.

 

 

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