ATS 2500 GT

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Torna il Marchio ATS! Fanculo la crisi, fanculo lo spread e soprattutto fanculo chi non fa altro che piangersi addosso. Come diceva un certo Albert, credo Einstein di cognome (…), la crisi rappresenta il momento migliore per osare. E’ dalla crisi che emerge l’inventiva, il genio. E’ nei momenti difficili che chi ha i numeri si fa strada.

La crisi è un’opportunità!

Chi non si lascia abbattere dall’attuale condizione economica è sicuramente il buon Gianluca Gregis! Inventiva e capacità non gli hanno mai fatto difetto e così, rimboccate di nuovo le maniche (immagino che ormai per praticità giri sempre in t-shirt!) eccolo che si lancia in una nuova avventura. Fare risorgere il Marchio ATS, Automobili Turismo e Sport.

ATS. Il Marchio o meglio ancora, la Scuderia ATS, sorge a cavallo tra il 1961 e il 1962. Come tutte le grandi imprese automobilistiche dell’epoca, nasce grazie al caratteraccio di Enzo Ferrari. Tutti noi conosciamo le amorevoli frecciatine che il Commendatore riservava a Ferruccio Lamborghini. Talmente amorevoli e sdolcinate che, per zittire il Drake, il povero Ferruccio “dovette” costruire capolavori come la Countach e la Miura!

Meno nota invece, è l’avventura che porta alla fondazione della Scuderia Automobili Turismo e Sport. Anche in questo caso a farla da padrone è l’esuberanza di Enzo Ferrari. Anche in questo caso a farla da padrone è la voglia di riscatto che anima gli intenti di un nutrito e talentuoso gruppo di tecnici.

Nell’ottobre del 1961, Ferrari decise, stupendo tutti, di licenziare la maggior parte dei tecnici impegnati nel Campionato di F1. Certo, non ci sarebbe di che stupirsi, ci metteva davvero poco a liberarsi di tecnici e piloti. Ma a lasciare gli appassionati a bocca aperta però, fu il fatto che proprio quei tecnici contribuirono a vincere, poche settimane prima, il titolo di Campioni del Mondo di F1. Evidentemente a Maranello non conoscono il detto “squadra che vince non si tocca!”.

Tra i progettisti scaricati figurano i grandi Carlo Chiti e Romolo Tavoni che, insieme al resto degli appiedati, fondarono l’ATS che venne ritenuta da tutti la vera alternativa al team Ferrari. Convinzione che divenne una certezza quando ci fu la presentazione dei piloti che avrebbero guidato nel 1963 la Tipo 100, la macchina del debutto. Dietro al volante si trovavano infatti Phil Hill…  che vinse in passato il titolo di Campione del Mondo proprio in Ferrari e il giovane Giancarlo Baghetti. Oltre alla Tipo 100, la Scuderia progettò anche una berlinetta gran turismo per l’uso stradale. Progettata dalla coppia Chiti e Bizzarrini, la 2500 GT montava un v8 di 2,5 litri. A vestire la meccanica fu incaricato Giovanni Michelotti. Purtroppo l’ATS non ebbe affatto fortuna e così dopo un anno di corse la squadra venne sciolta  e solo 12 furono gli esemplari venduti di 2500 GT.

Auguriamo naturalmente una sorte ben diversa a Gianluca! Dai render e dalla maquette in preparazione possiamo dire che l’auto è davvero bella e non vediamo l’ora di andarlo a trovare per vederla dal vivo e magari poggiarci sopra le chiappe!

L’auto immortalata a Villa d’Este è la 2500 GT realizzata negli anni ’60. Inutile dire che la nuova creatura si ispira ai tratti del modello originario, attualizzandoli e donandogli una dose extra di cattiveria che non guasta! Il motore scelto è il 2,5 litri 4 cilindri boxer della Subaru Impreza. La scelta è ricaduta su questa unità perché vanta ingombri ridotti e permette di abbassare il più possibile il baricentro dell’auto. A tutto vantaggio delle doti dinamiche.

Torneremo presto a parlavi di questa meravigliosa coupè, dandovi tutte le news del caso. E vi parleremo volentieri di ATS, non abbiamo finito. Perché come dice il nome stesso, fino ad “Automobili Turismo” ci siamo, questo gioiello ne coglie appieno l’essenza. Manca però da accontentare “Sport”. E credeteci, Gianluca sta ultimando in officina un mostro chiamato….