Porsche 911 GT3 R. Racconto degli ultimi test

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Porsche 911 GT3 R. E’ lei la dimostrazione marciante di quanto in Porsche adorano quello che fanno. Non è una forzatura, non devono atteggiarsi a chissà quale ruolo. Fare bene e farlo nel Motorsport è nel loro dna e nessuno potrà mai cambiare questa loro attitudine. La GT3 R ha debuttato a fine gennaio alla 24 Ore di Daytona ma la sua gestazione è durata oltre un anno, facendo test al Ring e nei principali circuiti europei. 

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A Sebring si è tenuto l’ultimo test, fondamentale per testare l’auto sotto lo stress di una gara di durata. Sebring ha una caratteristica che lo rende unico al Mondo e per questo molto usato dalle Case e dai Team per sviluppare le auto da competizione. Il manto stradale sconnesso, composto da ampie superfici in asfalto e tratti in calcestruzzo, e le tante irregolarità presenti mettono in risalto le possibili magagne di telaio, sospensioni e di costruzione dei componenti. E’ un tracciato che non ha il ben che minimo rispetto per niente e nessuno. Chiedere a NISMO che lo scorso anno dimezzò le giornate di lavoro previste perché il telaio della GTR LM era ormai ridotto a brandelli.

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Non dimentichiamo che la 911 GT3 R è nata e cresciuta al Ring. Quanto dev’essere stronza Sebring per spingere le Case a trasferirsi fino in Florida – a 130km a Sud di Orlando – dopo aver speso milioni per allestire centri di sviluppo nell’Eiffel? Tanto, tantissimo!

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La sessione di test per deliberare ufficialmente la GT3 R prevede una prova di durata di 30 ore, suddivisa in tre segmenti di 10 ore. Questa imposizione è dettata dalle norme di sicurezza del circuito. Il testing team ha descritto ha riassunto il lavoro in modo estremamente sintetico: “durante la prova, gli unici interventi concessi sono il pit-spot per fare rifornimento, cambio gomme e avvicendamento dei piloti al posto di guida”. Questo perché la macchina a questo punto del suo sviluppo dev’essere esente da problemi di affidabilità.

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La nuova GT3 R rappresenta l’evoluzione racing della 911 GT3 RS. Nasce nella stessa catena di montaggio Porsche a Zuffenhausen delle GT3/GT3 RS ma la sua permanenza in stabilimento dura molto poco. Una volta montato il roll-bar il lavoro di rifinitura viene completato dai ragazzi del reparto motorsport, nel Weissach Development Center. Il propulsore, di 4 litri atmosferico, a iniezione diretta di benzina sprigiona 500 cv e si basa sulla generazione di motori 9A1. La sua preparazione prevede l’impiego di nuovi cuscinetti per l’albero motore e un nuovo profilo per le camme di aspirazione. Il limitatore taglia i giri arrivati alla soglia dei 9500 giri/minuto. Il cambio sequenziale a 6 marce è realizzato dalla inglese Ricardo, Azienda specializzata in trasmissioni da competizione. Il pilota naturalmente può gestire le cambiate attraverso i paddle dietro al volante. La frizione è costruita in fibra di carbonio e il pilota la aziona nelle ripartenze da fermo. Per contenere i costi di esercizio, i freni nella classe GT3 hanno i dischi in acciaio convenzionali.

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Nel primo giorno di test la roadmap prevede che l’auto venga controllata da cima a fondo prima di iniziare qualunque attività. Terminato il controllo l’auto completa un solo giro e ritorna ai box. I portatili sono collegati, i dati vengono scaricati, e la macchina si spegne di nuovo. Dei sei piloti in programma per la settimana, solo Jörg Bergmeister e Wolf Henzler vengono impiegati in questa prima fase di test. I dati registrati durante il giorno, vengono inviati la notte stessa a Weissach. Il primo problema subito evidente è l’alta temperatura dell’abitacolo. L’agenda del giorno successivo richiede stint di mezz’ora da coprire con il pieno di carburante. Il Tudor United SportsCar Championship (TUSC) permette una sola mescola di pneumatici, forniti dalla Continental. Questo approccio consente ai piloti Lupo Henzler, Jörg Bergmeister, e Bryan Sellers prendere confidenza con le coperture e testare la loro tenuta.

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I test proseguono così, senza intoppi, fino a raggiungere le 30 ore di funzionamento. La Porsche 911 GT3 R è adesso pronta per tornare a casa, il suo lavoro è finito. I primi esemplari affidati ai team clienti hanno corso per la prima volta alla 24 Ore di Daytona. Nella classe GTD c’è stata lotta vera e alla fine GT3 R festeggia un primo riconoscimento alla 54a edizione della classica gara di durata. Il team Black Swan Racing, grazie ai piloti americani Patrick Long,  Timothy Pappas e Andy Pilgrim e dall’olandese Nicky Catsburg, si è assicurato il secondo posto di classe.

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