SCG 003C – Debutto col Record al Ring

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Tenuto il battesimo in gara della 003C, possiamo finalmente scendere meglio nel dettaglio e analizzare non solo qualche aspetto tecnico ma anche le performance dimostrate.

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Il primo weekend di gara del Campionato VLN ha sorriso solo in parte al Team. Macchinauno, la vettura #701, con a bordo Manuel Lauck si è qualificata in 10ima posizione con un tempo di 8 minuti e 15 secondi. Un crono tutto sommato positivo visto che ha permesso a Manuel di tenersi dietro la nuova R8 GT3 R16 schierata dall’ufficialissimo Team Phoenix e le Bentley GT3. Senza contare la GTR R35 del Team Nismo e le altre GT3 dei team privati. La seconda vettura del Team, Macchinadue #702, ha segnato invece il 38esimo tempo in qualifica. Un tempo sì alto ma più che comprensibile visto che a segnarlo è stato lo statunitense Ken Dobson, che non vanta la stessa conoscenza del tracciato di Manuel. La gara ha offerto informazioni interessanti pur nella sua brevità. Purtroppo, superata la prima ora di gara entrambe le auto sono state squalificate. La sonorità emessa dagli carichi superava il limite fonometrico fissato in 130db.

Regolamento VLN

L’esposizione della bandiera nera è arrivata quando Macchinauno occupava la sesta posizione  con alla guida un Lauck scatenato. Nonostante le lotte con gli avversari e i doppiaggi, Manuel girava ad una decina di secondi da Maro Engel che, a bordo della Mercedes SLS del Team Rowe Racing, dominava in solitaria la gara. Il best lap segnato da Manuel merita un approfondimento. Con un crono di 8’12”, Manuel ha migliorato in corsa quanto di meglio aveva fatto in qualifica di ben 3 secondi! Una volta tornati in Sede e analizzata la telemetria, l’Ing Garella e i ragazzi della Podium Engineering hanno stabilito che degli 8’12” segnati, 6’42” rappresentano il tempo necessario per coprire la Nordschleife.

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A rendere impressionante questo dato è il fatto che la mission di Jim è sempre stata chiara e nota a tutti sin dall’inizio. L’auto che utilizza in settimana per andare al lavoro dev’essere capace nel weekend di presentarsi in circuito sulle proprie ruote e vincere la gara. Non sapremo mai come sarebbe potuta finire l’appuntamento di apertura del VLN. Nel giro di venti minuti le due SCG 003C sono state escluse, una Clio RS ha preso fuoco, Engel ha perso la testa della corsa per una foratura e, nel tentativo di raggiungere i box, c’è stato un surriscaldamento che è sfociato in un principio d’incedio. Ma soprattutto è arrivata la sospensione della gara a causa del terribile incidente della Nissan GTR GT3, costato la vita ad un ragazzo tra il pubblico.
Ma questo non ci vieta di raffrontare la prestazione della 003C con le altre hypercar. Il tempo di 6″42 è sufficiente per mettersi dietro la Zonda R (6’47”) o la Porsche 918 (6’57”). E non è tutto. Il tempone è arrivato durante la gara, quindi in condizioni certamente non ottimali e soprattutto con la macchina in configurazione VLN, soggetta pertanto al Balance of Performance. Il fardello imposto dai tecnici dell’ADAC è quantificabile in 100kg di zavorra (e così la OO3C ferma la bilancia a 1350kg) e una limitazione alla potenza del motore che lo obbliga ad erogare circa 530cv. Oltre un centinaio in meno rispetto alla sua reale forza.

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Il Team ha stabilito che col motore a piena potenza, senza alcuna zavorra e con gomme semislick stradali la coupé che si crede una LMP2 è in grado di coprire la Nordschleife in 6’30”.

E qui signori, siamo in pieno terreno Ferrari LaFerrari e McLaren P1. Senza dimenticare che è un progetto acerbo che potrà crescere ancora. A proposito, a 6’11″13 c’è il record assoluto. Segnato da Stefan Bellof con la Porsche 956 nel 1983. Chissà la Scuderia Cameron Glickenaus che intenzioni ha!

Un doveroso applauso lo merita anche Dobson che partito 38esimo, ha trovato subito il suo ritmo ideale e in pochi giri è riuscito a scalare la classifica fino alla 18esima posizione.

Ma concentriamoci sulle cose che contano davvero, cosa c’è dietro l’SCG 003C. Il bodykit si rifà ai prototipi LMP2, ma non è solo per una questione di forme. Come vedremo in seguito, anche l’intera costruzione del telaio e di alcune scelte tecniche, si ispirano alla classe LMP2. Lowie Vermeersch, che abbiamo incontrato e intervistato nel suo studio a Torino (qui trovate l’articolo) ha dato forma e stile assecondando le idee di un grande talento nostrano, Paolo Catone. Papà della Peugeot 908 HDi vincitrice alla 24 Ore di Le Mans del 2009, ha curato lo studio aerodinamico della 003C. Da questa joint venture ne è nata una carrozzeria estremamente pulita e filante. Ma soprattutto efficace.  Come per le LMP2, la presa d’aria frontale si protrae fino alla cellula di sicurezza in carbonio, facendo scorrere l’aria ai lati dell’abitacolo e raggiungendo i radiatori posti ai lati, davanti le ruote posteriori. Il flusso d’aria completa la sua corsa sfociando nell’estrattatore posteriore.
La scocca è stata realizzata dalla HP Composites. Come ogni vera auto da competizione che si rispetti, la progettazione della scocca e la disposizione di tutte le componenti meccaniche sono state concepite per permettere ai meccanici di intervenire impiegando il meno tempo possibile.

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Di chiara ispirazione Le Mans Prototipe è anche il motore. Qui si è detto e scritto di tutto. La realtà è che Honda ha solo realizzato la base di partenza di questo propulsore. L’HR28TT V6 biturbo nasce dagli ingegneri Honda con una cilindrata di 2,8 litri. I tecnici della HPD lo hanno preparato aumentando la corsa dei pistoni. Questo intervento ha incrementato la cilindrata a 3,5 litri. Così modificato, il motore è stato montato su diversi prototipi impiegati nel Word Endurance Championship e nell’American Le Mans Series. Paolo Garella ha affidato questo motore all’Autotecnica Motori di Renzo Federici che lo ha sviluppato ulteriormente. L’intervento di Federici riconsegna al Team un propulsore capace di sprigionare una potenza di circa 650cv e una coppia di 750nm. Questi valori sono da ritenersi validi per la SCG 003S, l’esemplare stradale. Per la variante da competizione valgono le limitazioni imposte dal BoP, che limitano la potenza a 530cv raggiungi al regime di 6800 giri/minuto e una coppia di 700nm a 4500 giri/minuto.
Le sospensioni adottano lo schema pushrod per entrambi gli assi e lavorano con coilover della KW. La trasmissione Hewland è sequenziale a 6 rapporti con paddle al volante, soluzione comune sia per la competizione che per la stradale. La distribuzione dei pesi è di 49-51.

Motore SCG 003C

Al momento la Scuderia Cameron Glickenaus ha partorito tre autovetture. Una 003S, di Jim, e due 003C. Macchinauno è schierata direttamente da Jim e condotta da Manuel Lauck, Marino Franchitti e David Jahn, mentre la gialla Macchinadue è di proprietà di Chris Ruud, Campione 2014 del Ferrari Challenge con la F458. La gestione in gara è sempre affidata alla Scuderia Cameron Glickenaus e a guidarla troviamo Ken Dobson, Thomas Mutsch e Franck Mailleux.

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Completiamo la scheda tecnica con qualche dato. La lunghezza complessiva della 003C è di 4810mm. L’altezza è 1108mm e la larghezza è 1995mm. Il passo misura 2700mm. L’impianto frenante dell’AP Racing è composto da pinza a 6 pompanti all’anteriore (con dischi da 378mm di diametro) e 4 al posteriore (dischi da 355mm). I cerchi da 18″ montano gomme da 300/680 davanti e 310/710 dietro.

SCG_003C_6Motore SCG 003C

Il sogno di Jim è di riuscire a realizzarne venticinque, come le venticinque 917 che Porsche costruì per ottenere l’ok alla partecipazione del Mondiale Marche. Se dentro l’uovo di Pasqua trovate 2,4 milioni di euro…