We Want You. Gianmatteo e la sua EVO VII

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We Want You esordisce nel migliore dei modi. La nostra iniziativa, aperta a chiunque voglia raccontarsi,  debutta con l’intervento di Gianmatteo Colombo, un ragazzo, ormai amico, che condivide trackday e upgrade con la sua ragazza Nadia. Un equipaggio unico che di storie da condividere ne ha a camionate! Largo a quello che Gian ci ha scritto.

Sono passati già più di due anni da quando mi sono portato a casa il mio sogno del cassetto, non ricordo il giorno esatto, o la serie di fortunati eventi che mi hanno portato all’acquisto della mia Popa ( e il nome che gli ho dato fin dal primo giorno). Ho solo degli sprazzi, il primo affondo sul’ acceleratore, gli sguardi della gente, la prima rotonda fatta a una velocità che non pensavo possibile, il primo pieno di V-Power… Da due anni però, ci sono dei ricordi che mi sono rimasti impressi nella mente, ogni singolo minuto passato con la Popa al di la dei cancelli di un autodromo.

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Si perché già il giorno dopo che l’ ho parcheggiata nel garage di casa, Lei era già in pista (a Monza durante lo Speed-Day Under 1600), e della mia prima volta in pista ricordo tutto…tutti i 20 minuti di pura adrenalina, la paura della prima staccata, la completa ignoranza su come affrontare il circuito, convivere con piloti che conoscevano Monza meglio delle loro tasche, i mille occhi necessari a controllare temperature e valori la traettoria e gli altri occupanti della linea d’ asfalto monzese. Però sono sopravvissuto, e la Popa con me, e dal quel giorno e stato il declino della mia sanità mentale!

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Ero entrato nel circolo dei malati di pista, passavo le giornate a cercare le date per scendere in pista, sui siti specializzati alla ricerca di qualche componente speciale per migliorare le caratteristiche tecniche della Popa (il mio primo acquisto Olio freni, pastiglie e tubi in treccia), era l’ inizio della fine. Sono passati più di due anni e ancora non mi sono ancora curato di questa malattia, e non ho interesse nel farlo! Ormai dopo tutto questo tempo, non mi sono fermato al solo circuito brianzolo, ho preso esperienza nella maggior parte degli autodromi del nord (Castelletto, Varano, San Martino del lago, Francicorta, Adria e Modena) sono cresciuto come pilota della domenica e la paura ha fatto largo alla voglia di migliorare giro dopo giro, migliorare anche di quel secondo che pero ti fa sentire sempre meglio.

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Non solo io sono cresciuto, ma la mia cara vecchia Popa, che mai mi ha lasciato appiedato, nonostante un uso sempre abbastanza pesante, è cresciuta sana e forte. Le ho curato l’assetto e le sue geometrie, le ho regalato un treno di gomme e cerchi da pista, ha perso peso e già che c’eravamo l’ho portata in palestra. Il suo cuore infatti una volta era firmato DOHC mentre adesso a far capolino dalla testata troviamo il bel logo Mivec, trasforma Popa una specie di proto, una PROPOPA, un Frankestein creato dalla mia mente che nessuno credo abbia mai avuto il coraggio di fare. Sono partito facendo conoscenza con due persone diventate amiche che sono sempre vissute nel mondo delle Mitsu e dei rally; Paolo il meccanico e Mauro”Tinto” l’ elettrauto che mi hanno supportato in questa idea.

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I lavori sono stati lunghi, eterni, ma ne è valsa la pena. Siamo partiti dal motore di una Evo9 completo di cablaggi e centralina e lo abbiamo ricostruito con componenti nuovi e forgiati. Dal monoblocco smontato, pulito e rettificato, passando per la testata lucidata. I pistoni Wiseco e bielle forgiate Eagle con bulloni biella ARP, le bronzine trimetalliche ACL, la rimozione del climatizzatore e dei contralberi, un suction kit della Injen, l’intercooler HKS Type R, abbeverando il motore con una pompa Walbro 255 L/h e con iniettori Deatchwerks alta-ipedenza da 1050cc. Della Cosworth abbiamo montato una bella guarnizione di testa più spessa e multilayer accoppiata ai prigionieri di testa rinforzati, cinghia di distribuzione e il distanziale per collettore d’ aspirazione. In UK hanno una mia foto appesa al muro! Messo in fase il tutto, abbiamo smontato il vecchio e ormai logoro motore della 7, e al suo posto finalmente è arrivato il nuovo bimbo della 9. Ovviamente non solo il motore, anche il cambio è stato sostituito. Adesso le marce sono 6 e da innestare sono una vera goduria! Il lavoro sull’impianto elettrico e stato lungo e faticoso. Ci ha dato i grattacapi maggiore. Far combaciare due tipologie di elettronica diverse, seppur molto simili non è stato facile.

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Abbiamo curato anche l’ assetto (l’assetto che ho trovato montato sulla macchina nel momento dell’acquisto è ancora valido e non l’ho cambiato) montando boccole più rigide e anti-lift più rigidi che non andassero in crisi con l’ elevato grip che le Yoko A048 creano.

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Però dopo mille problematiche risolte e mille notate passate in officina, la PROPOPA e tornata in strada, anzi in pista, correndo per tutto il 2013 senza mai lamentare problemi, facendomi sempre divertire e sentirmi fiero dei sacrifici fatti per mantenerla sempre al top. E’ diventata una delle Evo più conosciute tra noi appassionati di track day del Nord Italia, non rinunciando mai ad una pistata quando si presenta l’ occasione.

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E il 2014 si presenta ancora meglio sia per me che per la Propopa, attualmente  sotto i ferri, per un controllo generale, una ulteriore cura dimagrante e per montare nuovi componenti per migliorare sempre di più le sue capacità (finalmente e arrivato anche il turbo kit!!).

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Quest’ anno infatti parteciperemo a tutti i maggiori eventi compresa una capatina al Nurburing, finalmente! Cercando di essere sempre in prima fila, con la passione che mi accompagna da tutti questi anni, senza mai mollare

Ci vediamo in pista!

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