Test Subaru BRZ con GarageTV

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Un pomeriggio con la Subaru BRZ.

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Durante la registrazione della nuova puntata, che andrà in onda a breve, abbiamo raggiunto la redazione di GarageTV, programma televisivo capitanato dal Direttore Paolo Olivero.

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L’occasione era di quelle imperdibili. Una giornata trascorsa giocando in pista con la BRZ e la possibilità di vedere il dietro le quinte di una trasmissione di successo. Sulla Toyota GT86 prima, e sulla Subaru BRZ poi, è stato scritto di tutto. Forse anche troppo. Certo, trattandosi di due auto nate da un progetto comune, le considerazioni fatte per la GT86 sono valide anche per la gemellina con tatuata la Costellazione delle Pleiadi. E’ bella, compatta, ben fatta, una gioia da guidare e così via. La scheda tecnica la conosciamo ormai tutti che potremmo anche fermarci qui, invitarvi a visionare la puntata in televisione, guardare le stupende foto che Chiara e Stefano hanno fatto e buona notte al secchio.

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Ma c’è un punto invece che merita secondo noi di essere maggiormente approfondito. Non appena la BRZ ha fatto capolino nel paddock, il primo pensiero che abbiamo avuto non è stato il solito “wow che bella”. Quello è arrivato dopo. Naa appena l’abbiamo vista, abbiamo esclamato tutti, quasi all’unisono, un bel “ma allora c’è speranza!”.

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Sarà la crisi, dicono. Il mercato negli ultimi tempi ha fatto il pieno di mezzi inutili e fuori da ogni logica. Elettriche, ibride, SUV di ogni taglia e auto sempre più pesanti, obese, filtrate nelle emozioni e nell’esperienza di guida. Certo ci sono le eccezioni, ma sono davvero poche e il più delle volte lontane dalla portata dell’acquirente medio.

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Abbiamo sempre preso in giro gli americani per le loro 55 miglia orarie in autostrada. Su highway sempre dritte e monotone, percorse su auto flacide e farcite di portabicchieri. Beh… ho una brutta notizia, le nostre concessionarie non offrono prodotti diversi dai loro, anzi.

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Finalmente abbiamo sotto al naso questa nuova coupè 2+2 (per i giappo, noi continueremo a usare il divanetto dietro per caricarci le gomme ai trackday), con la carrozzeria disegnata sopra la meccanica, giusto lo stretto necessario per vestirla e realizzi che per noi petrolheads c’è davvero speranza. Non tutto è perduto.

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A leggere le recensioni pare che in Giappone abbiano deciso di proporre un’auto incompleta. Non finita. Ottima ma mancano i cavalli, è il commento a farla da padrone tra i vari tester e chi l’ha guidata. E se non fosse vero? Per carità, i cavalli non bastano mai, ma può essere davvero un problema? E se invece, nell’etichettarla come un’auto con poca potenza, si fosse mancato lo spirito con cui è stata progettata?

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I Giapponesi sono meravigliosi quanto strani. Ma è gente che bada al sodo. Vi ricordate la Honda Integra? Come poteva una trazione anteriore da 190cv avere le ruote della FIAT Cinquecento? Un cubo che al massimo sprigionava 55 cavalli? Eppure quelle ruotine da 15” tenevano in strada quella che è stata per molti anni la miglior trazione anteriore al Mondo.

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Per analizzare queste due auto bisogna partire da un punto fermo, se non si realizza questo, non si potrà mai comprendere ed apprezzare le qualità delle BRZ-GT86. Le auto giapponesi, a maggior ragione quelle sportive, sono come i Lego. Acquisti un aeroplanino sempliciotto e con qualche modifica ti ritrovi per le mani il Millenium Falcon. Con le loro auto funziona allo stesso modo. Non compri un’auto fatta e finita. Compri un’auto che è una base di partenza per i futuri upgrade. Andar forte con una Impreza è un’atto di fede. Sottosterza, lenta in inserimento e con un potere frenante non eccelso. Ma avete mai provato a tirare quella stessa auto con un assetto migliore e anche solo un set di pastiglie più performante? Tutto un altro modo di guidare. In questo le BRZ-GT86 partono avvantaggiate.

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Il motore boxer, marchio di fabbrica della Subaru, montato praticamente a terra, ha permesso di abbassare considerevolmente il baricentro dell’auto. L’assetto è già ottimo in partenza e le gomme della misura giusta, contribuiscono ad incrementare l’esperienza di guida.

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E’ equilibrata, molto progressiva nelle reazioni senza diventare mai scorbutica e permette a tutti di essere portata al limite. Ha una naturale propensione al sovrasterzo, Alfo, il tester ufficiale di GarageTV si è divertito parecchio nel disegnare lunghe virgole nere ad ogni curva. E non solo lui a dirla tutta!

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Per tornare al nocciolo del discorso, i 200 cavalli della “Toyobaru” bastano per divertirsi? Sì. Nel modo più assoluto. Perché permettono a chiunque di godersi un auto realizzata con un solo scopo, stampare in faccia un sorrisone da spot televisivo a tutti coloro che si caleranno in abitacolo. Dal giovane appassionato che ancora deve farsi le ossa e manca di esperienza, all’animale da trackday abituato a divorare cordoli e staccate. E quando i 200 cavalli inizieranno a non essere più sufficienti basterà aprire il secchiello Lego riposto in cantina!

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Un giorno ci tatueremo le famose parole di Sir Colin Chapman. Non serve avere una grande potenza se poi il peso e un errato bilanciamento ti impediscono di andar forte. Bisogna tornare un po’ alle origini. Pochi fronzoli e grande spazio al piacere di guida. Certo, per noi malati una Caterham rimane il non plus ultra. Ma se le vostre pretese si limitano ad un tetto in lamiera, 2 sedili comodi e la possibilità di usare l’auto tutti i giorni, beh la BRZ-GT86 è quanto di meglio si possa acquistare, con costi di gestione contenuti e alla portata di tutti.

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Ora però, per vederla in azione e scoprire come va, non vi rimane che sintonizzarvi sul canale 112 del digitale terrestre alle 23:30 oppure sul portale youtube GarageTV

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Photogallery completa: anche questa volta i nostri fotografi si sono scatenati! Abbiamo deciso di creare 2 gallerie distinte, qui trovate quella di Chiara e qui quella di Stefano. Godetevi lo spettacolo!