Un caffè con la Chevy NASCAR del team T-Engineering

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Procede spedito l’avvicinamento della Euro-Racecar NASCAR Series in Italia, con la tappa del 28-29 settembre che si disputerà presso l’Autodromo Nazionale di Monza.

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Tra i team impegnati nella serie, c’è l’Officina T-Engineering di Massimo Di Lonardo di Cavour, alle porte di Torino. Questa è la stagione del debutto per il team piemontese che ha sempre amato le sfide cazzute e che non mancheremo di raccontarvi nei prossimi articoli!

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Le origini delle corse NASCAR sono ormai note a tutti. Ai tempi del proibizionismo, i contrabbandieri che distillavano l’alcool in casa o in grotte (il telefilm Hazzard ha fatto scuola) avevano bisogno di auto veloci per concludere in fretta le consegne e soprattutto sfuggire alle volanti della polizia. Col tempo presero l’abitudine di sfidarsi tra loro, anche quando ormai le leggi contro la produzione e vendita di bevande alcoliche furono abolite. Negli Stati del Sud il fenomeno si era talmente radicato che sorgevano in ogni dove associazioni che si occupavano di organizzare e promuovere le gare stock cars (ovvero auto di serie… certo come no, fresche di concessionaria!). Tutto questo fino al 1948, quando un lungimirante Bill France decise di riunire tutte le associazioni sotto un’unica guida, la National Association for Stock Car Auto Racing. NASCAR, per gli amici.

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Col tempo la popolarità della serie è cresciuta al punto da sgretolare i confini USA e sbarcare in Europa, con la Euro-Racecar NASCAR Touring Series. Specialità nata lo scorso anno e che sta crescendo esponenzialmente. I perché di questo successo son presto detti, investimento iniziale molto vantaggioso, la possibilità per i team di schierare fino a 4 piloti per weekend e per il pubblico europeo, l’insostituibile plus delle piste a calendario. Brands Hatch, Monza, Nogaro solo per citare i più importanti e l’anno prossimo il Nurburgring GP. Insomma, auto dall’ignoranza puramente americana con grossi V8 a carburatori sfacciatamente molesti e circuiti che prevedono staccate e curve a destra.

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Dopo un fugace incontro all’Automotoretrò, sabato scorso a Chieri siamo riusciti a goderci con maggiore calma una delle 2 vetture dell’Officina T-Engineering. In una pausa tra i test di preparazione per la gara di casa, il team ha deciso di organizzare una giornata in cui tutti gli appassionati hanno potuto rifarsi gli occhi (e le orecchie, ndr…) e fare gli auguri a Gabriele Volpato, giovanissimo e promettente pilota, che ci ha promesso che farà di tutto per onorare l’appuntamento brianzolo, davanti al suo pubblico.

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Le auto sono identiche per tutti i team. A differenza della NASCAR Sprint Cup, dove i Team si realizzano in casa i telai secondo le specifiche della Casa, nella Euro Series le vetture sono allestite direttamente dal Team FJ, organizzatore del Campionato. Questa decisione permette di ridurre i costi ma come ci ha sottolineato giustamente Massimo, è decisamente castrante per l’estro e il talento dei tecnici che si trovano le mani legate nello sviluppo dell’auto. Di fatto l’unica via percorribile per migliorare le performance è… l’assetto! Analisi che ci sentiamo di sposare in pieno perché una maggiore libertà d’intervento creerebbe una sorta di selezione naturale tra i team partecipanti e innalzerebbe il livello del Campionato. Ora come ora, basta acquistare l’auto, farle il pieno di carburante e si potrebbe tranquillamente gareggiare. Vedremo come si svilupperà il regolamento in chiave 2014! La serie è giovane, è interessante e sono davvero tante le squadre che stanno valutando un ingresso nel campionato. A Monza ad esempio debutterà il Team Caal Racing, formazione che ha scritto la storia del Campionato Superstars! Idem per Francesco Sini e il suo Team Solaris  che a Monza faranno un po’ i guardoni e valuteranno una possibile partecipazione per il prossimo anno.

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Chiacchierando con Gabriele Volpato siamo rimasti shockati dalla non visibilità che si gode dal posto di guida. Il rollcage è davvero invasivo! La posizione di guida è arretrata e l’abbraccio della gabbia di sicurezza è di quelli che solo un cocco di mamma può capire!

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Le ruote sono qualcosa di pazzesco. grosse, enormi, larghe e… GRANITICHE! Non si consumeranno mai, neanche un burnout le potrebbe scalifire. Una curiosità che è emersa chiacchierando con Gabriele e Massimo è che l’aderenza all’anteriore è totale, perfino asfissiante. Al punto che far sterzare l’auto è un delicato gioco di sterzo (poco) e gas (mai abbastanza, giù tutto!)

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Pensate che nella definizione del setup dell’assetto, l’asse posteriore è l’elemento che gode delle maggiori attenzioni. L’abbondante gommatura all’anteriore obbliga tecnici e piloti a lavorar di fino al retrotreno, per riuscire a trovare l’equilibrio esatto tra agilità e aderenza. Perché tanto davanti non smuove, è dietro il segreto per una buona prestazione – sentenzia Massimo.

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Nel corso della giornata è stato divertente vedere gli sguardi sbigottiti dei passanti e dei tanti curiosi che hanno preso d’assalto la vettura e il povero Gabriele ,che ormai non sapeva più come dividersi per accontentare tutti. Come nostro solito abbiamo dovuto aspettar la pausa pranzo per riuscire a fotografare questa bestiaccia con un po’ di calma. Tanta gente accorsa, tante domande e siamo certi tanta voglia di venire a Monza per godersi lo spettacolo dal vivo.

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Ed è in questo che si vede la vera passione, Massimo si augura che il paddock venga preso d’assalto per condividere con quante più persone, l’emozione e lo spettacolo che questi mostri sanno regalare . Ipotesi poi tutt’altro che da scartare perché se è vero che la NASCAR soffre un po’ troppo lo snobbismo di un pubblico abituato a corse di un altro genere, è altrettanto vero che c’è nel nostro Paese un nutrito seguito di appassionati delle gare USA e che la decisione, del tutto inaspettata da parte della Direzione dell’Autodromo di Monza, di aprire i cancelli e far entrare le persone GRATIS- paddock compreso – potrebbe avvicinare a questo mondo anche i più scettici.

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Abbiamo una gran voglia di raccontarvi molti aneddoti ma da bravi bastardi, teniamo duro e scolleghiamo la tastiera dal pc. Vi invitiamo tutti piuttosto a raggiungerci in circuito, così avrete modo di togliervi ogni curiosità chiacchierando direttamente con i protagonisti di questa avventura! Noi di Track|FEVER saremo in pianta stabile nel box di Massimo e cercheremo di riprendere ogni istante di vita ai box… e in auto grazie alle cam montate sulla #68 di Davide Amaduzzi e Renzo Calcinati!

SAVE THE DATE! Monza, 27-29 Settembre 2013, ingresso GRATIS, niente storie!

 

 

Specifiche tecniche 

  • Telaio: in acciaio tubolare con roll-bar di sicurezza, standard FIA.
  • Crashbox : in carbonio certificato FIA
  • Carrozzeria: in fibra di vetro
  • Cilindrata motore: 5,700 cm³ Motore V8 a valvole in testa.
  • Rapporto di compressione: 10:1.
  • Alimentazione: Carburatore quadricorpo
  • Aspirazione: atmosferica
  • Potenza: 450 Cv
  • Coppia: 600 Nm.
  • Cambio:  manuale a 4 velocità, trazione posteriore.
  • Sterzo: servoassistito
  • Freni: Brembo a 4 pompanti ant. 330 mm.
  • Peso: 1200 kg senza pilota
  • Lunghezza: 208 in (5 283,2 mm).
  • Altezza: 53,5 in (1 358,9 mm).
  • Larghezza: 76,5 in (1 943,1 mm).
  • Passo: 110 in (2 794 mm).
  • Pneumatici:  33/70/15 Michelin.
  • Carburante: 98 Ron
  • Capacità serbatoio: 100 lt.

Performances

Spa:           2’33’’8

Le Mans:     1’45’’6

Valencia:     1’42’’1